Al miele sono attribuite numerosissime proprietà nutrizionali e terapeutiche anche se deve essere considerato comunque un alimento. Dal punto di vista nutrizionale 100 grammi di miele forniscono 320 calorie rispetto alle 400 dello zucchero da cucina (o saccarosio) ed un potere dolcificante superiore a quest’ultimo grazie alla presenza di zuccheri semplici (soprattutto fruttosio). Il saccarosio, essendo un disaccaride, richiede una digestione che scinda la molecola complessa nei due zuccheri semplici di cui è composto (fruttosio e glucosio) prima di poter essere assimilato dall’organismo umano.
Per tale motivo il miele permette una immediata digeribilità ed assimilabilità oltre alla realizzazione di risparmio calorico. Il valore nutrizionale del miele, però, va ben oltre il suo contenuto calorico ed il suo potere dolcificante; esso, infatti, oltre agli zuccheri, contiene enzimi, amminoacidi essenziali e non essenziali, sali minerali, oligoelementi, vitamine, pigmenti, sostanze aromatiche, ecc. che integrano il contenuto in zuccheri e lo rendono un alimento unico e speciale.
L’immediato apporto energetico lo rende particolarmente adatto ad essere introdotto nella dieta degli sportivi (prima, durante e dopo gli sforzi fisici), degli anziani e dei bambini nell’età scolare. Il consumo di miele risulta utile nel trattamento delle affezioni gastrointestinali quali gastrite e diarrea. Il miglioramento di questi stati patologici è riconducibile essenzialmente all’azione antinfiammatoria del miele ed al suo effetto stimolante la crescita di nuove cellule epiteliali. Il miele, sia poliflorale che uniflorale, essendo ricco di antiossidanti contribuisce ad ostacolare l’azione dei radicali liberi che provocano notevoli danni al nostro organismo. Tra gli antiossidanti più importanti si ricordano l’acido ascorbico, le catalasi, i flavonoidi e gli alcaloidi. Tra questi una molecola particolare, la pinocembrina, è presente sia nel miele che nella propoli.
L’applicazione del miele per via topica trova utilità nel miglioramento di diverse patologie quali candidosi, bruciature della pelle, ferite infette di vario genere, ulcere della pelle, infezioni oftalmiche, pitiriasi, tinea ecc. Alcuni parametri come il pH acido, l’alta concentrazione zuccherina, l’elevata pressione osmotica, il basso contenuto proteico, l’alto rapporto carboniofazoto ecc. conferiscono al miele una forte attività antimicrobica ed
in particolare antibatterica. Questa proprietà è evidente anche in soluzioni diluite ed è dovuta, in questo caso, alla formazione di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) e acido gluconico, a partire dal glucosio, grazie alla presenza dell’enzima glucosio- ossidasi, che catalizza tale reazione. La presenza di acido gluconico favorisce, inoltre, l’aumento dell’assorbimento del calcio a livello intestinale. Studi in vitro hanno dimostrato che la crescita di alcuni micobatteri (come quello responsabile della tubercolosi) è inibita aggiungendo soluzioni al 10% di miele al terreno coltura le o completamente bloccata con soluzioni dal 10 al 20%. Concentrazioni di miele tra il 30% ed il 100% inibiscono la crescita di molti microrganismi quali soprattutto E. coli, Enterobacter cloacae, Pseudomonas aeruginosa, Shigella dysenteriae, Klebsiella sp., Haemophilus influenzae, Proteus sp., Staphylococcus aureus, Streptococcus hemolyticus e Candida albicans.
Recentemente alcuni studi hanno evidenziato possibili proprietà prebiotiche del miele. In particolare si è dimostrato che il miele favorisce lo sviluppo dei bifidobatteri contribuendo ad una buona digestione soprattutto se associato allo yogurt. Moltissimi altri sono i benefici che la tradizione attribuisce al miele anche se non sono supportati da precise sperimentazioni cliniche.
Uno degli usu principali nella tradizione popolare riguarda l’azione contro le affezioni delle vie respiratorie in particolare di quelle caratterizzate da un eccesso di secrezioni catarrali. Evidente è, a tal proposito, il buon effetto mucolitico ed antisettico. Sollievo si riscontra, inoltre, nelle problematiche legate all’apparato digerente come stitichezza, dispepsia iposecretiva (scarsa produzione di succhi gastrici e relativa digestione insufficiente) ecc.
Il miele è impiegato anche contro i disturbi del fegato in quanto esalta le funzioni epatiche. L’effetto sull’apparato escretore (reni, vie urinarie, ghiandole sudorifere) è noto sin dall’antichità. Il consumo regolare favorisce l’eliminazione delle tossine attraverso un aumento della sete e quindi dell’assunzione di liquidi. AI miele sono riconosciute proprietà eutrofiche (favorisce l’accrescimento ed il metabolismo) il che lo rende particolarmente adatto per i bambini in età scolare. Molto probabilmente l’effetto emolliente, lassativo, epato-protettore e detossificante, mucolitico e antisettico è dovuto alla presenza del suo zucchero semplice quale il fruttosio.
In ultima analisi, alcuni studi condotti in Sardegna hanno evidenziato che l’assunzione di miele in soggetti diabetici non determina effetti iperglicemici sia nella glicemia a digiuno che in quella media giornaliera ad indicazione che anche un’assunzione continuativa di miele, entro determinati limiti, può essere consentita anche a questo tipi di pazienti.
































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