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Archive for the 'Pesci' Category

Sgombro e guacamole

Se avete apprezzato la mia ricetta di guacamole provenzale approfitto per consigliarvi uno dei miei abbinamenti preferiti. Il guacamole delicato si avvicina molto alla maionese ed è perfetto per guarnire piatti di pesce e verdure, un condimento che esalta senza coprire i sapori delicati della marinata acidula con olio di oliva e limone. L’ideale per questa [...]

Cernia con funghi e salsa Teriyaki

Ingredienti per due persone
2 filetto di cernia
200 gr di funghi pioppini freschi
salsa Teryiaki
prezzemolo tritato
olio extra verdine di oliva
uno spicchio d’aglio
vino bianco secco
sale e pepe.
Pulire i funghi eliminando la base terrosa, lavarli e farli andare per qualche minuto in acqua bollente. Scolarli e farli saltare per dieci minuti in padella con poco olio evo, lo spicchio [...]

Vellutata di gamberetti

Ingredienti per quattro persone: mezzo chilo di gamberetti sgusciati, un etto e mezzo di burro, mezz’etto di carota, mezz’etto di cipolla, venti grammi di  sedano, sei tuorli, tre decilitri di brodo bianco, due decilitri di panna, qualche goccia di rosso vegetale per la base vellutata, mezz’etto di burro, mezz’etto di farina, alcune pelli e gambi [...]

Spaghetti con mazzancolle e triglie

Ingredienti per 2 persone
160 g di spaghetti
1 triglia
200 g mazzancolle
50 g piselli
1 spruzzata di vino bianco secco
1 carota
1 cipollotto
½ zucchina chiara
Prezzemolo fresco
Olio evo
Sale e pepe
 
Preparazione
Lessate la pasta in abbondante acqua salata,nel fra tempo, prendete una padella piuttosto capiente e fate appassire con un filo d’olio evo il cipollotto, con le carote a joulienne e le [...]

Insalata di polpo con patate e prezzemolo

Non so voi, mai il polpo bollito con le patate è per me uno di quei piatti che no mi stancherei mai di mangiare. Probabilmente mi ricorda la mia infanzia, quando alla sera si mangiava tutti il polpo e i miei genitori ci passavano il piatto con meno patate e più cefalopode, così ho pensato [...]

la ricetta del mio Sauté di vongole

Mi piace cucinare sauté, si tratta di un metodo di cottura in padella su fiamma medio alta e facendo letteralmente saltare, sauter in francese da cui sauté, il cibo in modo che si raffreddi e non si bruci; questo tipo di cottura permette di usare pochissimi grassi e quindi può risultare molto leggero, inoltre la [...]

Mormore fasciate nel cavolo nero con senape, curcuma e cipolla rossa trita

La mormora (o marmora) sono un ottimo pesce che può sostituire tranquillamente e con più gusto la classica orata da allevamento, si può cucinare in vari modi come molti pesci azzurri. Sabato durante il classico giro della spesa ne ho trovate alcune molto belle dal mio pescivendolo, ovviamente le ho subito prese, tornato a casa ho pensato a questa semplice ricetta, l’idea della fasciatura col cavolo mi è venuta pensando a come proteggere un po’ il pesce durante la cottura, aprendo il frigo ho visto un bel cavolo nero che avevo comprato il giorno prima, e l’abbinamento è stato rapido. Le foglie inoltre hanno collaborato al gusto del pesce, controbilanciando un po’ il gusto dolce della sua carne. Per il sapore ho aggiunto anche un po’ di semi di senape e il cucchiaino di curcuma serve al colore e a parte del profumo.

Il risultato è stato ottimo, un bel gusto delicato e ricco di sapore allo stesso tempo, un pesce molto profumato dalle carni rimaste sodi, anche se con qualche lisca.

Ecco quindi la ricetta per preparare questi ottimi pesci,le mormore, fasciate nel cavolo nero con senape curcuma e cipolla trita.

Ingredienti per due persone

4 mormore
1 cipolla rossa
Un cucchiaino di senape
8 foglie di cavolo nero
Mezzo cucchiaino di curcuma
Vino bianco secco
Uno spicchio d’aglio
Olio extra vergine di oliva
Sale & pepe

Spellare e tritare la cipolla rossa, pulire le mormore eliminando le viscere e le branchie quindi lavarle e squamarle. Mettere a bollire una pentola d’acqua, quando incominciano a comparire le bolle buttarci dentro le foglie di cavolo, lasciandocele per meno di un minuto, in questo modo saranno più morbide.

Fasciare ogni mormora con due foglie di cavolo nero e chiedere la bendatura con degli stuzzica denti. Far andare la cipolla rossa in padella con due cucchiai d’olio, quando incomincia ad appassire sistemarci su le mormore, bagnare con un po’ di vino bianco e lasciare sfumare per u paio di minuti, aggiungere quindi la senape e la curcuma, girare le mormore e salare, aggiungere a piacimento anche una macinata di pepe.

Continuare la cottura per altri 5 o sette minuti (dipende dallo spessore del pesce), girando ancora una volta. Sistemare quindi le mormore con la loro fasciatura al centro dei piatto, versando sopra un po’ del sughetto e della cipolla rossa appassita.

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Le fritture di pesce: Cappellane in pastella

Le cappellane, in Liguria, sono un tipico pesce da frittura, ho provato a cercare informazioni in merito sul web ma non ho trovato nulla, voi le conoscete? Disquisizioni a parte, si tratta di ottimi pesciolini a carne bianca, il numero limitato di spine le rende ottime quando fritte, così sabato ne ho comprato u po’ e le ho preparate in pastella a pranzo. Normalmente le si usano insieme ad altri pesci per la classica frittura, ma questo volta ho voluto prepararle da sole, e fortunatamente è stata un’ottima scelta!

La loro carne è gustosa e la pastella, grazie anche all’acqua minerale frizzante, le ha rese croccanti, inoltre l’olio di Oliva ha impreziosito la frittura, il risultato è stato un gran bel fritto di pesce!

Il loro costo contenuto ne fa inoltre un’ottima scelta nel rapporto qualità / prezzo.

Ecco quindi la ricetta per frittura di pesce: le cappellane in pastella

Ingredienti per due persone:

600 gr di cappellane.

100 gr di farina bianca 00

Un bicchiere di acqua minerale frizzante ghiacciata

Olio di Oliva

Sale

Pulire le capellane eliminandone le viscere e le teste, miscelare la farina con l’acqua stando attendi a non far formare grumi, fare quindi riposare per un mezzora. Versare l’olio in padella e portare a temperatura (eventualmente fare la prova con un pezzetto di pane, dovrebbe friggere se la temperatura p corretta (metodo molto empirico, sarebbe meglio un termometro)), passare le cappellane nella pastella e friggerle nell’olio per alcuni minuti. Scolarle e sistemarle in un piatto con della carta assorbente, salare e servire al centro del piatto.

Buon appetito con questo ottimo fritto e buon inizio settimana!

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Triglie grandi alla piastra sfumate al vino bianco

Non è la prima volta che cucino le triglie, è un tipo di pesce ce mi piace particolarmente, sarà per il suo gusto particolare, sarà per il colore … così quando sabato mattina dalla mia pescheria di fiducia ho visto queste belle triglie non mi son fatto sfuggire l’occasione e domenica sera le ho preparate (il tempo tiranno mi permette solo ora di postare la ricetta).

Le triglie che ho acquistate le ho da subito immaginate alla piastra, erano belle sode, quindi non le ho squamate così da far sopportare meglio l’altra temperatura della piastra di ghisa.

L’aggiunta del vino fatto sfumare (io ho usato uno chardonnay barricato) ha ingentilito il retro gusto amaro delle triglie rendendole ulteriormente più appetitose, ho Inoltre pensato di aggiungere nel ventre di ognuna un ramoscello di rosmarino, un gambo di prezzemolo e un pezzo di foglia di allora, che cuocendo hanno contribuito a profumare il pesce tirandone fuori la loro mediterraneità.

Un piccolo trucco per non farle attaccare alla piastra evitando di usare troppi grassi è quello di nebulizzare un velo d’olio di oliva sulla piastra prima di metterla sul fuoco.

Ecco quindi la ricetta per preparare queste ottime triglie alla piastra sfumate con il vino bianco.

Ingredienti per due persone

4 triglie freschissime grosse (in totale circa 800 gr)
Rosmarino
2 foglie di alloro
Prezzemolo
Mezzo bicchiere di un buon vino bianco
Olio evo
Sale e pepe

Pulire e lavare le triglie eliminando le branchie e le viscere. Tagliare a metà le due foglie di alloro e inserirle nella pancia delle triglia insieme ad un ramoscello di rosmarino ed un gambo di prezzemolo ognuna, salarle e peparle a piacere.

Nebulizzare sulla piastra un po’ d’olio di oliva quindi incominciare a scaldare, dopo un minuto aggiungere le triglie e muoverle in modo che non si attacchino al fondo. Far cuocere per due o tre minuti quindi girarle e far cuocere con coperchio per altri due minuti, versare il vino bianco e farlo sfumare per un paio di minuti. Servire al centro del piatto e buon appetito a tutti e tutto con questo deliziosi pesciolini rossi!

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Filetto di pesce persico con pomodori piccadilly, olive taggiasche e capperi di Pantelleria

È un po’ di giorni che dovevo postare questa ricetta, ma ahimè il tempo tiranno non me lo permetteva, finalmente mi son potuto ritagliare u po’ di minuti ed eccomi qua:

L’idea nasce dalla volontà di dare un po’ di gusto al classico filetto di Persico che giunge a noi ghiacciato dalle coste dell’Uganda o giù di li. Avevo dei pomodori picadlilly che mi avanzano e un po’ di olive taggiasche sott’olio, ho quindi pensato di mediterraneizzare (si può dire?) un po’ il Persico ed ecco qui questa semplice e veloce preparazione (non sempre abbiamo il tempo di preparare ricette complicate al ritorno dell’ufficio …). I pomodori mi servivano per dare gusto e acidità, mentre le olive e i capperi han dato sapore, profumo oltre che una certa pastosità, insomma un piatto semplice, veloce ma ricco di sapore.

Ecco quindi la ricetta per preparare questi filetti di pesce persico dal richiamo mediterraneo.

Ingredienti x due persone

2 filetti di pesce persico

6 pomodori piccadilly

Un cucchiai di capperi di Pantelleria sotto sale

Due cucchiai di olive taggiasche sott’olio

Olio extra vergine di oliva

Una presa di origano

Sale e pepe

Eliminare il sale in eccesso dai capperi, lavare e tagliare a pezzettini i pomodorini, versare u cucchiaio d’olio in padella e incominciare a far andare i filetti, dopo un paio di minuti aggiungere i pomodorini, le olive, i capperi, cuocere con il coperchio per cinque minuti, quindi girare il pesce, aggiungere una presa di origano ed aggiustare di sale e pepe. Terminare quindi la cotture, servire nei piatti coprendo il filetto di pesce con i pomodori, le olive, i capperi e il sughetto.

Buon appetito e buon week end a tutte e tutti.

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La ricetta del crudo di bianchetti (pesci neonati) lime e olio evo

Come aveva anticipato due post fa, eccomi a pubblicare la ricetta del crudo di bianchetti con lime ed olio extra vergine di oliva.
I bianchetti, conosciuti anche neonate nel centro e sud Italia, sono generalmente i neonati di acciughe e sardine; si possono mangiare solo in certi periodi dell’anno (per ovvi motivi di ripopolamento) e sono caratterizzati dall’ottimo gusto e profuma che richiama il mare, purtroppo molto spesso il loro prezzo è molto elevato. Dalle nostre parti, sia nel genovese che nelle altre provincie, vengono consumati in vari modi: sulla farinata, nelle frittelle, al vapore oppure crudi conditi con il limone e olio, proprio rifacendomi a questa ultima ricetta ho pensato di preparare due belle porzioni che, grazie ad un prezzo abbordabile di circa 20 euro al chilogrammo, ho acquistato sabato mattina. Ho sostituito il limone con il lime per via del profumo e la minor aggressività della limetta rispetto al limone normale.

Il risultato è stato ottimo, e l’abbinamento con il margherita è stato fantastico, mi sembrava di essere su di un gozzo mentre li mangiavo direttamente appena pescati (dopo averli lavati nell’acqua di mare).

Per queste semplice preparazione è ovviamente importantissima la qualità degli ingredienti in particolare i bianchetti devono essere freschissimi e l’olio extra vergine di oliva non deve essere troppo pesane, un riviera di ponente è l’ideale.

Ecco quindi la mia ricetta per preparare un buon crudo di bianchetti con lime e olio evo.

Ingredienti per due persone

300 gr di bianchetti freschissimi (assolutamente non surgelati)
3 cucchiai di olio extra vergine
Il succo di mezzo lime
Sale

Lavare per bene i bianchetti in modo da eliminare l’eventuale sabbia, quindi condirli con l’olio evo e il succo di lime, aggiustare di sale e servirli in un due ciottoline, se volete utilizzate una cucchiaino di madre perla, come nella foto, per mangiarli, mi l’idea che il gusto ne guadagni!

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Sua Maestà il Baccalà

Il buon baccalà si deve sfogliare come un mazzo di carte. Ma quel pesce del Baltico ha una storia singolare che non è solo raccontata nel 1938 dal romanzo di Edwin Cerio (Il miracolo del baccalà), ma anche quella che emerge dalle pagine guizzanti di Antonio Parlato in Sua maestà il baccalà. Il pesce in [...]

Alici in carpione o acciughe alla giada - nella lapiccolacasa non avanza mai niente!

Alcuni giorni or sono, sabato per la precisione, abbiamo preparato delle ottimi acciughe (o alici? Non ho mai capito come si deve dire) fritte, visto che erano avanzate un po’ ho pensato di destinarle a qualcosa di diverso, invece che mangiarle alla sera riscaldandole, ho recuperato il vecchio metodo di mia nonna, lei le chiamava alla Giada, in pratica le ho fatte marinare per più di un giorno nel carpione (o come si chiama?).

L’utilizzo di aceti aromatizzati o di spezie forti è sempre stato un sistema per consumare cibi andati un po’ avanti nel tempo. I loro profumi e sapori servivano a coprire gli odori e gli aromi (se così si possono chiamare) dovuti alla decomposizione, è così che è nato il carpione, per lo stesso motivo mia nonna lo preparava; quando nel mar ligure passavano banchi di acciughe, per ovvi motivi il loro prezzo calava, quindi se ne prendevano grosse quantità, e quindi avanzavano … mia nonna, che dopo la guerra aveva lavorato come cuoca in una trattoria, con le acciughe avanzate preparate degli ottimi piatti tra queste alici alla giada come le chiamava lei.

Oggi per alcune persone questo problema non sussiste più, anzi abbiamo trasformato queste ricette in prelibatezze, così le ho preparare la sera stessa, cercando di immaginare la ricetta di mia nonna e le ho preparate, le ho lasciate più di un giorno a marinare e quando le ho assaggiate è stato un viaggio nel tempo, la riscoperta di sapori quasi dimenticati. Insomma un ‘ottimo antipasto, un buon modo di riciclare una frittura un po’ abbondante, al posto delle alici potete metterci qualsiasi altro fritto e il risultate, molto probabilmente sarà ottimo.

Ecco quindi questa ricetta per le acciughe alla giada e alici in carpione dir si voglia, se non sbaglio alcuni le chiamano anche in escapece, ma non ne son sicuro.

Ingredienti

400 gr di acciughe fritte

3 scalogni

un bicchiere di aceto di vino rosso

un bicchiere di acqua

un cucchiaio di pistacchi tritati

1 foglia di alloro

un cucchiaino di timo

un cucchiaino di zucchero

una presa di sale

Tagliare gli scalogni a fettine non molto spesse (io preferisco tagliargli ad anelli credo siano più belli da vedere), quindi versare in un pentolino tutti gli ingredienti eccetto le acciughe, far sobollire sino a che non si sia ridotto della metà il volume del liquido. Nel frattempo sistemare le acciughe fritte in un contenitore di vetro, quindi coprirle con il carpione. Tappare il contenitore di vetro e lasciare marinare in frigo per almeno un giorno.

Buon appetito a tutte e tutto con questo ottimo carpione, e voi come lo preparate?

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Frittura mista di pesciolini e verdure (ricetta estiva)

Frittura di pesciolini e verdure miste per 4 persone. 400 g di pesciolini da frittura, 2 carote
novelle, 2 zucchine sode, una grossa cipolla, 3 uova, farina, latte, olio per friggere, sale, pepe
Raschiate le carote, lavatele, tagliatele a bastoncini sottili e regolari e scottatele per 10 minuti in acqua bollente leggermente salata. Scolatele con un mestolo [...]

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