La vicenda prende avvio nell’agosto del 1864. Il giovane scrittore milanese Corrado Silla arriva una sera alla villa del conte Cesare d’Ormengo, sulle rive di un lago lombardo, dove è accolto dall’anziano segretario Steinegge. Il giovane, orfano di una cara amica del padrone di casa, è stato da questi invitato con il pretesto di una collaborazione a un trattato storico-politico, in realtà perché possa vivere con maggior agiatezza. Con il conte vive sua nipote, la marchesina Marina di Malombra, una giovane tormentata cui la forzata solitudine e un malcelato astio verso lo zio provocano frequenti crisi nervose. Nella villa circolano strane leggende su Cecilia Varrega, la prima moglie del conte Emanuele d’Ormengo, padre di Cesare, che morì pazza in una stanza del palazzo, lì segregata dal marito per una presunta colpa d’amore. Di quella lontana e misteriosa vicenda Marina ritrova per caso un’inquietante testimonianza: un messaggio risalente al 1802 di Cecilia, sua antenata, nascosto in uno stipo, in cui la nobildonna manifestava la propria fede nella reincarnazione, asseriva di essere vittima della crudeltà del marito, e impegnava colei tra le sue discendenti che avesse in futuro trovato il manoscritto a ‘rivivere’ la propria vicenda con il redivivo amante Renato e a vendicarsi di tutti i d’Ormengo. Marina, sull’onda di un’ossessione che poco a poco la travolge, inizia a convincersi che Cecilia si sia reincarnata in lei, e cade vittima di un’ennesima crisi nervosa. Intanto Silla, prima di stabilirsi a palazzo d’Ormengo, torna a Milano per sistemare alcune sue faccende.
interpreti: Marina Malfatti (Marina di Malombra), Giulio Bosetti (Corrado Silla), Emilio Cigoli (conte Cesare d’Ormengo), Friedrich Joloff (Steinegge), Dorith Henke (Edith), Luciano Virgilio (Nepo Salvador), Elsa Vazzoler (contessa Fosca Salvador), Leda Palma (Fanny), Marina Bonfigli (contessa Giulia di Bella), Corrado Gaipa (padre Tosi), Giovanni Conforti (Giuseppe), Emanuel Agostinelli (Rico), Miranda Campa (Giovanna), Ezio Busso (il dottore), Marcello Mandò (ingegner Ferrieri), Fausto Tommei (professor Vezza), Mauro Barbagli (onorevole Finotti), Mario Lombardini (don Innocenzo), Enrico Ostermann (avvocato Mirovic), Toni Barpi (Momolo), Winni Riva (Catte), Gino Nelinti (l’editore), Ferruccio Casacci (il tappezziere), Giovanni Moretti (il vetturale), Franco Vaccaro (il capostazione)
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