Edinson Cavani, ancora lui dopo i due gol contro il City in Champions, risponde a tempo praticamente scaduto a German Denis e il Napoli impatta sull’1-1 a Bergamo quando ormai l’Atalanta pensava di avercela fatta. A gara ormai compromessa, Mazzarri ha inserito Lavezzi, Maggio e Santana, la squadra ha tentato e sfiorato il pareggio fino a riuscirci proprio in extremis con il Matador uruguagio abile a correggere in gol una conclusione del Pocho. Denis alla fine ci resta male, può consolarsi per il fatto di aver irrobustito la sua leadership tra i cannonieri (10 reti) dopo che ieri Di Natale lo aveva raggiunto. I partenopei si confermano belli e con l’anima in Champions, spenti e senza ardore quando fanno un po’ di turnover e si trovano a dover giocare per il campionato. Stava per arrivare il terzo ko esterno per i campani, alla fine il pareggio serve più al morale che ad altro vista la vittoria della Juve, che il Napoli può fermare martedì nel recupero. La notte di Champions è ormai alle spalle e puntualmente si presenta un altro Napoli in campionato. Turnover (o staffetta come la chiama Mazzarri) obbligato ed in parte cercato ma non massiccio da parte del Napoli: Walter Mazzarri concede un turno di riposo ad Aronica, Maggio, Lavezzi (diffidato) e Inler (non in perfette condizioni) puntando su Fernandez, Zuniga, Pandev e Dzemaili. Indubbio che un occhio fosse già puntato sul recupero in programma martedì contro la Juventus, un match atteso dai tifosi e che arriva dopo qualche velata polemica per il rinvio di qualche settimana fa. L’Atalanta di Colantuono, da parte sua, punta ancora sul momento di forma del capocannoniere German Denis. L’argentino ha anche un dente “sportivo” avvelenato nei confronti della sua prima squadra italiana, che forse lo ha ceduto troppo frettolosamente. Dietro di lui il funambolo Moralez, sempre pronto a imbucarsi nella difesa a tre dei partenopei. La gara, che inizia con il pensiero per Yara Gambirasio e per le vittime dell’alluvione nel messinese, mostra subito in maniera evidente la mano dei due tecnici sullo schieramento tattico. Pochi spazi, pochi errori, una gara che entrambe le squadre giocano a viso aperto ma cercando di rischiare il meno possibile. Dzemaili (ammonito dopo 3′ per aver stoppato Denis irregolarmente mentre l’argentino stava per involarsi) al 13′ prova con il sinistro da fuori ma la sua conclusione è debole, al 20′ l’ottimo Zuniga con un tiro cross fa venire i brividi ai tifosi orobici, ma l’ottimo Consigli non si fa sorprendere anche se deve esibirsi in un intervento all’indietro. Il colombiano sulla destra sembra non fare rimpiangere Maggio, Colantuono chiede a Peluso di difendersi attaccando la sua fascia e il match imporvvisamente si anima da una parte e dall’altra. Anche l’arbitro Orsato e’ costretto a fare la sua parte estraendo il giallo per Schelotto e proprio per Zuniga. L’Atalanta si rende pericolosa al 40′ con un’azione insistita in area napoletana conclusa con una rovesciata fuori dallo specchio della porta di Denis (Schelotto l’ispiratore); sul finire di tempo su un errato disimpegno di Manfredini (poco prima aveva sbagliato Moralez) Dzemaili tenta un interessante sortita centralmente ma il suo tiro non è preciso. Nella ripresa, l’Atalanta torna in campo con più vigore ed in 7′ sfiora per due volte la rete: dopo 45″ con Carmona ma il suo tiro con De Sanctis fermo si perde a lato e dopo 7′ con Peluso che fa tutta la fascia sinistra, mette al centro e la palla finisce al limite per Padoin il cui tiro ancora una volta termina fuori. Il match è aperto e le due squadre ci provano: Zuniga al 13′ va bene fino in fondo ma Consigli è attento ed al 14′ Denis fa gridare al gol ma la sua conclusione al volo si stampa sulla traversa e poi torna in campo. Mazzarri decide di tentare la carta Lavezzi (al 17′ per Pandev) ma il Napoli subisce la rete di Denis al 19′ dopo un errato disimpegno di Campagnaro che favorisce l’argentino che si presenta davanti a De Sanctis e lo batte di piatto destro. Dentro Maggio per Fernandez (poco dopo Santana per Dzemaili), il Napoli torna ad essere più “titolare” e mette letteralmente alle corde l’Atalanta collezionando azioni pericolose e calci d’angolo. Quando si aspettava solo il fischio finale dell’arbitro che ha dato qualche secondo in più per l’ingresso di Gabbiadini su Denis, Cavani ha messo la zampata vincente sul tiro di Lavezzi evitando un altro ko alla sia squadra.
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