Il film narra di un ex partigiano, comunista, idealista di nome Silvio Magnozzi interpretato da Alberto Sordi. Il ruolo è piuttosto atipico per Sordi che non interpreta il solito personaggio vigliacco, qualunquista e ignavo ma quello di un uomo che ha combattuto per un mondo nuovo e che ripone fiducia nei valori che lo hanno animato. Dalla resistenza al boom economico Risi (grazie anche alla splendida sceneggiatura di Sonego) racconta la storia dell’Italia e degli italiani di un mondo nuovo e pulsante che però premia arrivisti e gente senza scrupoli. In quel mondo Magnozzi avverte di essere un perdente e dopo un lungo travaglio si arrende negando la propria identità. Il riscatto finale è più per rassicurare lo spettatore con un movimento catartico che per raccontare la storia di questo Paese: il dubbio su cosa sia realmente successo resta.
Vent’anni di vita del nostro Paese in un film amaro che è fra le migliori prove di Dino Risi. Nessuna celebrazione, poco ottimismo, ancor meno entusiasmo. Tipica commedia all’italiana, Una vita difficile dimostra che, nonostante bozzettismi e facilonerie, il genere può aver valore di documentario e di satira. Sordi è convincente, la Massari ben valorizzata. Retorica e banalità non mancano quando si descrivono gli antagonisti, ma sono impeccabili i risvolti comico-grotteschi e precise le frecciate a personaggi ed ambienti del dopoguerra. Il commendator Bracci (Claudio Gora) è una figura di grande rilievo: una specie di simbolo della corruzione, del malaffare in veste legale, con il suo impero di giornali e la sua prepotenza. L’acredine che percorre la storia come un’implicita e sorda protesta contro il malcostume (Sonego e Risi non risparmiano nulla e sono sempre puntuali) prevale qualche volta sul distacco della satira e sull’acutezza dell’analisi. Sordi è il punto di equilibrio di tutta la vicenda: il suo personaggio, mirabilmente tratteggiato, acquista via via in vigore, incisività, autorità. La lunga sequenza finale, dagli sputi contro le auto sfreccianti sul lungomare di Viareggio al tuffo di Bracci in piscina – per inciso un brano esemplare, come quello della cena dei monarchici – preannuncia il disfacimento dell’Italia.
Una vita difficile – Regia di Dino Risi
Con Claudio Gora, Alberto Sordi, Lea Massari, Franco Fabrizi, Lina Volonghi, Antonio Centa, Franco Scandurra, Mino Doro, Daniele Vargas, Loredana Cappelletti, Paolini Vanni, Edith Peters, Silvana Mangano, Alessandro Blasetti, Renato Tagliani, Nina Honenlohe Oehringen, Salvatore Campochiaro, Antonio Marrosu, Leo Monteleoni, Enzo Casieri, Vittorio Gassman, Kraft Honenlohe Oehringen, Carolyn De Fonseca, Carlo Kechler, Piera Pichi, Alfonsina Cetti, Bruna Perego, Valeria Manganell, Borante Domizlaff, Umberto Raho, Alfredo Lucifero
Drammatico, Italia, 1961
Una Vita Difficile (veoh)
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