Ancora un durissimo attacco di quei comunistacci di “Famiglia Cristiana” all’indirizzo del presidentissimo, l’onnipotente che tutto può.
“Soprattutto come cattolico provo sentimenti di sconcerto e di disgusto dopo aver letto l’editoriale del direttore di Famiglia Cristiana. La crisi della società italiana deve essere giunta a livelli di allarme, e la Chiesa stessa non ne è affatto immune, se perfino un settimanale cattolico giunge a tale accenti di unilateralità politica, di assenza di stile e di rinuncia alla moderazione” ha dichiarato il pio Bondi dopo aver letto l’editoriale di Famiglia Cristiana.
Assenza di stile e rinuncia alla moderazione sono proprio gli aspetti peculiari degli interventi del suo padrone, che lui giustamente non vede e non sente come ogni bravo servitore. Povero Bondi che pena mi fa.. magari un giorno si risveglierà da questo adduobbio e guardandosi allo specchio non potrà fare a meno di sputarsi in faccia.
Nell’Italia di Berlusconi “comanda solo lui”, a differenza delle attuali democrazie “in cui nessun potere puo’ arrogarsi il diritto di fare quello che vuole”.
Cosi’ Famiglia Cristiana interpreta, nel numero in uscita domani, la situazione politica, in un editoriale intitolato ‘Il Cavaliere rampante e la Costituzione dimezzata – Verso le elezioni. La sfida del premier’.
La regola del “berlusconismo”? Per Famiglia Cristiana e’ indicativo il “metodo” seguito con l’ex direttore di Avvenire Dino Boffo: “Chi dissente, va distrutto”. Il settimanale dei paolini lo scrive nell’editoriale del prossimo numero, nel quale tra l’altro si osserva come di fronte all’ipotesi di elezioni anticipate, il mondo cattolico si ritrova spaccato in due, non per proprie colpe, ma quale effetto della discesa in campo di Berlusconi.
Un altro passo dell’editoriale di Famiglia Cristiana “Berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate – qualora il piano dei ‘cinque punti’ non riceva rapidamente la fiducia del Parlamento – non si fara’ incantare da nessuno, tantomeno dai ‘formalismi costituzionali’. Cosi’ lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla ‘sovranita’ popolare’ che finora lo ha votato. La Costituzione in realta’ dice: ‘La sovranita’ appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’. Berlusconi si ferma a meta’ della frase, il resto non gli interessa, e’ puro ‘formalismo’”.
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