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Anche tacchi a spillo e minigonne sono motivo di scontro nel PdL

Anche tacchi a spillo e minigonne sono motivo di scontro nel PdL
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Barbara Contini, senatore della Repubblica in quota Pdl, poi diventata la decima senatrice del gruppo finiano a Palazzo Madama, aveva già pestato duro al momento del divorzio da Berlusconi:
“Il governo – aveva detto – non è degno delle mie idee e del rispetto che nutro per lo Stato e per le Istituzioni”.
Poi, ieri, ha sminuzzato in briciole piccole piccole le sue ex colleghe di partito con la dura franchezza che le è congeniale. E che, nel caso, ha proprio colto nel segno destando inevitabili (e scomposte) reazioni di inorridito raccapriccio.
Che ha detto di tanto grave la Contini? Ecco: “Nel Pdl non vedo donne che possano confrontarsi con il Presidente in modo franco e dialettico, in modo diretto.
Nel Pdl non amano le donne forti, in gamba, le donne con idee. Ne hanno paura. E questo è colpa di uomini piccoli”.
Non solo per via della statura, verrebbe da dire. Sempre a parere della Contini non sarebbe “solo un problema del Pdl, ma culturale italiano, spazi per donne autonome comunque in quel partito ne vedo zero”.
“In politica – ha concluso la Contini – bisogna anche aver il coraggio di dire di no al proprio capo e di portare avanti una propria linea assumendosi dei rischi.
Quanto a quelle che fanno carriere su tacchi a spillo e armate di minigonne dico: mi dispiace per la gente, per gli elettori, per chi avrebbe voluto rappresentanti competenti e all’altezza”.
Ecco, più che gli argomenti precedenti, quella del tacco a spillo pare abbia graffiato profondo l’orgoglio delle varie Maria Teresa Armosino, Viviana Beccalossi, Paola Frassinetti, Laura Ravetto, Rosaria Rossi (l’ultima “preferita” di Berlusconi) e Barbara Saltamartini, tutte difese a spada sguainata da Beatrice Lorenzin che dei tacchi non ha mai fatto a meno neppure indossando le infradito.
“È un attacco che denota una vera e propria misoginia!”, ha urlato la Lorenzin, non rendendosi conto che quella parola usata da una donna contro un’altra è triste e ridicola. Per la Lorenzin sarebbe anche un problema di carattere, di sapersi “confrontare con umiltà con gli altri”.
L’umiltà, va detto, in politica non è certo una qualità, ma per la Lorenzin il peccato più grave commesso dalla Contini è quello di aver ridotto “malevolmente” tutte le donne del Pdl “a una caricatura di femmina sui tacchi a spillo”.
Falso? La memoria non può che andare a Daniela Santanchè, vero modello-prototipo delle femmine pidielline doc, che incede flessuosa sui suoi immancabili
tacchi 12 nel Transatlantico di Montecitorio. Che, infatti, ha colpito feroce: “I tacchi a spillo logorano chi non ce li ha…”. A chiudere la sfilata degli insulti alla Contini chi ha pensato Massimo Corsaro, tesoriere del Pdl. Non certo per difendere le donne del suo partito, ma il suo modello culturale. “Quella della senatrice
– ha tuonato – è un’insopportabile presunzione, volgarmente offensiva, meno male che lei se n’è andata; torni a fare il suo mestiere originario questa signora, era più apprezzata e soprattutto si teneva lontana dall’Italia”.

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Un commento

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