Alla 24esima edizione della Settimana internazionale della critica, sezione dedicata agli autori esordienti alla Mostra del cinema di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre, sarà presentato come Evento il documentario Videocracy del giovane regista italiano trapiantato in Svezia, Erik Gandini che ci racconta l’Italia berlusconiana degli ultimi 30 anni attraverso lo strapotere dell’immagine televisiva, che ha fatto della velina un mito e ha trasformato la peggio gioventù in aspiranti partecipanti al Grande fratello & Co.
Con una selezione prevalentemente eurocentrica, a testimonianza di fermenti creativi che sembrano provenire dagli angoli più diversi del vecchio continente, ed in particolare dal cinema dei paesi del nord, la 24^ Settimana Internazionale della Critica (SIC) offre un panorama variegato di proposte, caratterizzate come di consueto dalla scoperta di talenti autoriali e di linee di tendenza. Sin dal suo film d’apertura e dall’evento speciale ad esso collegato (organizzato in collaborazione con le Giornate degli Autori) sono rintracciabili segnali di inquietudine, espressioni di un disagio esistenziale, sociale e politico, echi da un futuro non troppo lontano che ammoniscono su un presente pre-apocalittico. In una società globale governata dal culto dell’immagine e narcotizzata dal mito del denaro e del successo, affondata in una cultura del controllo sociale e degradata dai suoi stessi rappresentanti al potere, una metropolitana unisce immensi territori e dalla televisione arrivano inviti all’acquisto di uno shampoo dagli effetti pericolosi.
È Metropia, il folgorante film d’animazione dello svedese Tarik Saleh, che apre la SIC di quest’anno. Un titolo legato per più motivi a quel Videocracy dell’italiano trapiantato in Svezia Erik Gandini, che, c’è da scommettere, smuoverà l’attenzione di stampa e media, oltre che del pubblico, per la sua aspirazione a comprendere lo stato della nostra democrazia di fronte allo strapotere dell’immagine televisiva. Il futuro è qui tra noi, le profezie orwelliane sono già il presente, basta unire le fantasie di Taleh, affidate alle voci di Vincent Gallo e Juliette Lewis, allo sguardo apparentemente distaccato di Gandini sul bestiario televisivo italiano e sulla nostra cultura dell’apparire (il Grande Fratello, le veline, Lele Mora e Fabrizio Corona), cercando di ricostruire la nascita di uno scenario politico-mediatico che ruota attorno alla figura del nostro Presidente del Consiglio attraverso eventi che sembrano già datati nel momento in cui se ne studiano le conseguenze.
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