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Ho visto oggi: La terra degli uomini rossi – BirdWatchers

Ho visto oggi: La terra degli uomini rossi – BirdWatchers
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BirdWatchers – La terra degli uomini rossi è un film denuncia sulla condizione attuale, e sullo sterminio degli indigeni del Mato Grosso. Non è certo un documentario, quanto piuttosto una drammatica storia molto ben raccontata. Regista del film è Marco Bechis, che ha coraggiosamente portato avanti questo progetto che in collaborazione con l’associazione Survival (che combatte per i diritti degli indio amazzonici), lo ha portato tra le afflitte popolazioni dei Guaranì-Kaiowà per raccontarne l’odissea, realizzando un film di indubbio interesse.


Il film inizia con le immagini degli indio pagati per prendere in giro i turisti , Bechis getta uno sguardo sulla contemporaneità di quel popolo, sul rapporto con le tradizioni e i nuovi bisogni indotti dal sistema sociale, raccontando una ribellione sotterranea e senza strepiti ma che prova a intaccare i bisogni e gli interessi capitalistici, come il lavoro e la proprietà privata, ma inquadrando la rivolta come un’illusione disperata, frenata da una sostanziale impossibilità di reagire. L’autore sceglie un tono e un approccio poco convenzionali, segna il suo discorso di morte (la costante presenza dello spirito di Anguè), e racconta gli istinti primari che emergono fuori dalle barriere sociali (il cibo, il proprio posto, il sesso), restando lucido e attento, ma anche freddo, distaccato, come meno coinvolto nel personale. Dopo l’ennesimo suicidio che ha colpito la sua gente, Nadio decide di abbandonare la riserva indio per andarsi a riprendere le proprie terre usurpate dai fazendeiro, mentre il figlio ‘studia’ da sciamano. Ma i nuovi proprietari delle terre cercano in tutti i modi di farli tornare alla riserva. Due mondi contrapposti is fronteggiano. Si fanno una guerra prima metaforica e poi reale. Ma non cessano mai di studiarsi. A provare la “curiosità dell’altro” sono soprattutto I giovani. Una curiosità che avvicinerà il giovane apprendista sciamano Osvaldo alla figlia di un fazendeiro…..
Girato completamente in loco, col supporto delle reali tribù locali che hanno fornito anche molti attori. Nel cast figurano anche i nostri Claudio Santamaria e Chiara Caselli. Ho molto gradito il film che appartiene proprio al genere cinematografico che più apprezzo.
Voto 7 e mezzo

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