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Il mommyblogging ed i piattini cinesi

Il mommyblogging ed i piattini cinesi
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E’ come per il gioco dei piattini cinesi, quello in cui un giocoliere fa ruotare vorticosamente un’infinità di piattini sulla propria testa: “Il lavoro, l’amore, i figli, i genitori, gli amici, la forma fisica. Li devi far girare tutti insieme senza tralasciarne nessuno. Se ti distrai, cadono”.

In America, quello delle mamme è il gruppo di blogger più numeroso del web (15% del totale contro il 12% del resto degli adulti), ma anche in Italia è un fenomeno in piena espansione. Donne che crescono più di un bambino, che hanno un marito non sempre molto presente, un lavoro quasi sempre impegnativo ed una femminilità alla quale non abdicare del tutto. Sono ansiose, macerate dai sensi di colpa e ossessionate dalle mille cose da fare, ma, comunque, brillanti affabulatrici internautiche. E, se non hanno mai tempo per riuscire a far tutto, ne trovano sempre abbastanza per “postare” pensieri, sensazioni ed emozioni.

All’inizio, è come una droga. Scrivono al mattino presto, quando la casa è ancora immersa in un sonnolente silenzio o la sera, quando, dopo cena, il resto della famiglia è ipnotizzata dalla tv. A volte persino la notte, quando, assolta anche l’ultima incombenza, accendono il computer. Per le madri del terzo millennio il blog non è una forma di dipendenza, ma piuttosto un modo per rendere ancora più consapevole la propria maternità e se stesse: un pubblico diario segreto su cui annotare la propria vita, in bilico fra doveri/piaceri familiari ma anche lavorativi.

Scrivendo il proprio blog queste mamme razionalizzano idee che diversamente apparirebbero confuse tra i panni da lavare e stirare e le relazioni per l’ufficio da terminare, soddisfano il proprio bisogno di confrontarsi e soprattutto condividono sensazioni comuni a tutte, mettendo da parte quel senso di inadeguatezza che spesso assale tutte quelle donne che – per troppa volontà e capacità e voglia di vivere la vita in ogni suo aspetto – non ce la fanno a fare tutto.

In rete le mamme blogger non temono di essere giudicate snaturate se riconoscono di provare a volte la voglia di strangolare un pargolo, né hanno paura di ammettere di guardarsi allo specchio e non riconoscersi più.

E’ così per tutte, ed ora loro lo sanno bene.

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Un commento

  1. Zietta scrive:

    le conosco tutte (virtualmente eh) queste mammine e devo dire che sono proprio fantastiche!

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